venerdì 27 luglio 2012

HeartQuake for Emilia

Piccolo-spazio-pubblicità a Elena, un'amica emiliana, e alla bella iniziativa nata dalla sua azienda.




Mi permetto di segnalare un progetto che mi tocca da vicino, in quanto nasce dall'azienda in cui lavoro.


Vi invito a visitare questo sito, a pubblicarlo sui vostri siti / blog / pagine facebook e se lo volete a donare o acquistare i gadget realizzati direttamente dall'associazione, attraverso alcune delle aziende colpite dal terremoto.

venerdì 29 giugno 2012

Dieci buoni motivi per vincere l'Europeo

Varsavia, Italia-Germania 2-1. È successo ancora una volta: la Germania calcistica con noi italiani non ha mai avuto fortuna, se non in qualche amichevole.

Adesso abbiamo raggiunto la finale dell'Europeo, ce la giocheremo domenica sera contro la Spagna che abbiamo già fermato nel girone (magie da competizione continentale: al Mondiale, per esempio, sarebbe possibile solo in semifinale - perché i partecipanti sono esattamente il doppio, a voi i calcoli del tabellone), e dal mio punto di vista da tifoso non ci ho messo molto a individuare almeno dieci buoni motivi per portare a casa la Coppa:

mercoledì 9 maggio 2012

Voi siete qui, l'eBook di Matteo Caccia

Mi fa piacere segnalare l'eBook di Matteo Caccia e Tiziano Bonini, Voi siete qui, disponibile gratis e senza DRMquesto indirizzo.

Matteo Caccia, per chi non lo dovesse conoscere, presenta la bellissima trasmissione Io sono qui su Radio 24, la radio de Il Sole 24 Ore (che non parla solo di economia, no, giusto per chiarirci).

Citando la sinossi pubblicata sul sito di Ultimabooks:

[...] un programma di storytelling collettivo e "crowd-sourced", in cui gli ascoltatori partecipano con un racconto di un episodio realmente accaduto della propria vita. Ogni giorno Matteo racconta la storia di un ascoltatore. Ogni storia è un punto rosso su una mappa, che racconta chi siamo, e da dove veniamo. Leggerlo è come riaprire vecchie bobine di film di famiglia dimenticate in cantina. Qui si raccolgono 100 racconti andati in onda nella prima stagione, storie brevi come dei cortometraggi, storie d'amore, adolescenza, ricordi di infanzia, malattie e rinascite, amici perduti e donne ritrovate. 

Io non l'ho ancora letto, è uscito da pochissimo e l'ho appena inviato al mio Kindle (a proposito, anche se mediamente l'utente Kindle di 'ste cose ne sa, lo dico lo stesso: il download è disponibile solo in .ePub, per cui, prima di inviarlo al dispositivo, tocca convertire il file in .mobi attraverso un software tipo Calibre), ma mi sento già di consigliarvelo.

Chi non ha un ereader, può scaricare Adobe Digital Editions sul suo PC/Mac e leggere così il suo eBook.

lunedì 28 giugno 2010

Entra in campo, e uccidili tutti

Stamattina ho scaricato un giochino nuovo sul mio iPod Touch: Super Streaker.

Gratuito e non adatto a moralisti e benpensanti, l’utente vestirà i panni virtuali di un invasore di campo che fa irruzione in una partita di calcio dei Mondiali con il compito di uccidere chiunque gli capiti a tiro. E’ possibile selezionare sia l’incontro, da un elenco apposito, che l’arma da usare di volta in volta. Grafica assai rudimentale, ma non mancano schizzi di sangue e giocatori con teste mozzate a vista.

Non pensavo che la Apple avrebbe permesso un’app come questa, vista la sua severa politica di selezione: io approvo moltissimo, dopotutto iPod Touch e iPhone non sono strumenti da bambini. E anche se un genitore decidesse di dotare il proprio pargolo dodicenne di tale aggeggio, è compito suo (del genitore) assicurarsi che non ne faccia un uso deviante, mica dei produttori di app.

Adattissimo ai delusi di Sudafrica 2010 (noi italiani in primis), resta da capire se dietro agli sviluppatori non ci sia una fantomatica joint venture di Cassano e Benzema!

domenica 27 giugno 2010

Nazioni e nazionali

La Germania ha devastato l’Inghilterra battendola per quattro gol a uno.

Una gran bella vittoria della multietnicissima nazionale guidata da Joachim Loew, la cui composizione a differenza della Francia e della stessa Inghilterra sa più di pacifica convivenza che di retaggi del colonialismo.

Questo sembra essere il futuro del calcio. Dopotutto, uno dei più grandi talenti che il calcio italiano under 19 sta esprimendo si chiama Stephan El Shaarawy, madre savonese e padre egiziano, che quest’anno speriamo che giochi un po’ di più dell’anno scorso (tre presenze nel Genoa di Gasperini).

In bocca al lupo a lui, a noi, alla Germania, e a tutti quelli che credono che certe barriere non servono a niente.

Fuga dei cervelli sì, fuga dei piedi no

Il pallone è forse l’unico ambito in cui l’anatema legaiolo degli stranieri che rubano il lavoro ai nostri giovani può avere una timidissima ragion d’essere.

Ciò che mi sfugge, invece, del nostro sistema calcistico, fatto abbastanza unico nel panorama mondiale - Corea del Nord esclusa - è perché un giocatore che va a giocare in un campionato straniero venga, di fatto, dimenticato dai nostri cittì.

Nell’epoca dell’inossidabile coppia Nesta-Cannavaro, quando al di là di Iuliano significative riserve non ce n’erano, Lorenzo Amoruso era l’indiscusso leader dei Rangers di Glasgow. Mai tenuto in considerazione.

Pirlo a mezzo servizio in Sudafrica, l’ottimo Montolivo costretto a prendere in mano la manovra azzurra e nessuno che ha pensato ad Aquilani, che rispetto al gioiellino della Fiorentina ha esperienza internazionale e soprattutto palle in più.

Giuseppe Rossi, rispedito a casa perché, mi dicono, nell’ultima stagione di Liga spagnola non è stato tutto sto granché (e Iaquinta e gli altri juventini?).

Alessandro Rosina, trequartista dello Zenit di San Pietroburgo, magari non un fuoriclasse ma di sicuro un buonissimo interprete di quel ruolo che in Sudafrica ci è mancato tanto (c’era un proverbio che dice che “nel regno dei ciechi, quello che vede da un occhio solo è il re”, vero?), non l’ha più visto nessuno.

Ecco quindi che il problema dei nostri non è che non trovano spazio nei club, perché sono chiusi dagli stranieri marziani come Maicon. E’ che, se provano ad emigrare, delle loro sorti, non se ne preoccupa più nessuno.

Dimission impossible

In questi giorni si stanno sprecando, su giornali, blog e trasmissioni sportive, i paragoni tra la débacle di Cannavaro e soci, e la situazione italiana di profonda crisi economica, politica e culturale, sostenendo che l'undici azzurro di volta in volta in campo altro non è che lo specchio del paese.

Io non credo molto a questa tesi, anzi: cercando qualche faccia da salvare, direi che la maggior parte degli atleti coinvolti in questo fallimento di spedizione sudafricana, diciamo quelli che non erano a Berlino - Marchisio, poverino, incluso - grosse colpe non ne hanno.

Quello che invece è lapalissianamente italiano, qui - per dirla à la LaRochelle, i maniaci di Boris capiranno - è la tendenza a non assumersi le responsabilità. Le parole di Lippi non hanno alcun valore in questo senso, il buon Marcello con l’aiuto della Federazione si era già preparato il terreno fertile, con il suo futuro già segnato e il suo successore in rampa di lancio.

Sarà che ce l’abbiamo dentro casa, a due passi dai palazzi che contano, la più famosa poltrona a vita del mondo, sarà che S.B. & co. restano ben saldi sui loro scranni nonostante tutto, ma non capisco cosa debba succedere affinché gente come Abete, Albertini, e tutti i dirigenti, gli accompagnatori e i vari delegati dei quali i ruoli non sono così noti (oltre ad essere spettatori non paganti), dopo il non-gioco di Sudafrica 2010, con in mezzo due candidature per ospitare gli Europei - neanche i mondiali, gli Europei - naufragate contro Polonia, Ucraina, Francia e Turchia, mostrino il coraggio di farsi da parte.